Le origini

"La Palma" è al numero 143 della strada che da Verona porta a Legnago, quella che fino a qualche decennio fa era l'unica strada che collegava la città scaligera alla bassa veronese. Vi approdarono agli inizi del secolo scorso, due giovani che dalla natia Belluno Brentino avevano deciso di venire ad aprire una locanda alla periferia di Verona; la chiamarono "Alla Palma" dal nome della fresca sposa del signor Arsenio.

La cucina della signora Palma, genuina e tradizionale, ebbe subito successo soprattutto tra i camionisti che allora erano considerati i più attenti gastronomi: successo che continuò con la figlia Flora e poi Giuliana, la nipote, che da pochi mesi ha ceduto il mestolo del comando al figlio Paolo.

La cucina

Cucina

Paolo è dunque il primo maschio della famiglia ad avvicinarsi ai fornelli sia pure sotto lo sguardo attento ed amorevole della mamma. Si è fatto un punto d'onore nell'impegnarsi a preservare e perfezionare ciò che gli proviene dal passato, ponendo grande attenzione nella ricerca delle materie prime. Come avveniva ai tempi della bisnonna Palma la pasta è sempre fresca e fatta in casa, le verdure sono sempre di stagione, la carne di primissima scelta, e nel menu si leggono le stesse voci che una volta si leggevano dalle lavagne scritte a mano: "Bigoli con ragù", "Fettuccine con funghi delle montagne veronesi", "Garganelli con capriolo e ribes", "Baccalà e polenta", "Pastisada di caval", e molti altri. E` presente anche qualche concessione al moderno: il "Risotto all'Amore con le pere", o il "Pasticcio di crespelle con verdurine su fonduta di taleggio". La grande passione di Paolo è per la carne alla griglia, che cucina sulla brace di legna di montagna in modo superbo.

L'impegno, non facile, è di migliorare ciò che ha ricevuto da chi lo ha preceduto, senza alterarlo o tradirlo, nella certezza che se si voltano le spalle al passato la tradizione si impoverisce e muore.

La cantina

Cantina

La cantina è il regno incontrastato di Marco, il figlio primogenito della signora Giuliana. Fin da giovanissimo ha frequentato i corsi dell'AIS (Associazione Italiana Sommelier) e ne ha percorso tutte le tappe fino a diventare uno dei più colti e preparati intenditori. In pochi ristoranti veronesi - ma anche di tutta Italia - si può incontrare una ricchezza di vini come vi è nella cantina di Marco.

Fino alla metà del Novecento in tutta la provincia era un fiore di vitigni dai nomi gioiosi: Dindarella, Fiorellina, Rondinella, Bigolona, ... che mettevano allegria soltanto a nominarli. Molti di essi purtroppo sono scomparsi in seguito alla ristrutturazione operata nel dopoguerra, ma se qualche vecchio filare sopravvive ancora presso qualche viticoltore nostalgico, si può esser certi di trovare il suo vino nella cantina di Marco; come per esempio il grande Vin Santo ottenuto dalla dolcissima uva Bigolona, e naturalmente il Recioto, il Bardolino, il Valpolicella e molti altri.

Ma la passione di Marco non si ferma ai vini veronesi, travalica le Alpi e arriva nella regione in cui qualche secolo fa i monaci francesi iniziarono a produrre la loro bevanda più famosa: lo Champagne. Forse anche in un ristorante francese sarebbe difficile trovare una raccolta di grandi Champagne (dalle marche più famose a quelle di piccoli produttori) come Alla Palma, vini che Marco seleziona con sapienza e amore.